Potrebbe sembrare una storia fantastica questa, tra le tante rimaste quasi sconosciute, che si sono susseguite nella prima metà del secolo XX°. Vicende che fino a oggi non hanno potuto configurarsi se non attraverso supposizioni tramandate oralmente, quando la visibilità e la comunicazione di cui godiamo ora era impensabile. Così, anche figure di alto valore umano e professionale venivano presto dimenticate benchè portatrici di genialità e lungimiranza. Certo di Plinio Galbusera e del fantomatico Adolf Marama Toyo alcune tracce concrete esistevano nelle cronache e nelle retrospettive che riguardano il motorismo. Tracce che però apparivano episodiche e velate dal mistero, ritratti incompleti di uomini che, già per questo, sembrano speciali e straordinari. La laboriosa ricerca degli autori ha potuto svelare più di qualche certezza su quella storia arrivata a noi avvolta da una specie di leggenda. Storia che ha ripreso recentemente il suo corso con la ricostruzione della loro incredibile odissea e con lo straordinario epilogo maturato nell’officina del friulano Mirco Snaidero. Una fantascientifica moto sperimentale scomparsa, due personaggi dai contorni sbiaditi dal tempo e un ingegnoso artigiano di oggi, sono i protagonisti di questo racconto.